Gita a Genova tra occhietti sgranati e meravigliosi playground

Da qualche anno Genova è diventata per la mia famiglia una meta molto apprezzata. Inizialmente godeva semplicemente della luce riflessa dell’Acquario, ma abbiamo poi scoperto che questa città ha molto altro da offrire ed è particolarmente adatta ai bambini. Scopriamo insieme perché!

La parte del leone ovviamente la fa l’Acquario, che ha la capacità di lasciare ad occhi aperti grandi e piccini. Tra granchi, murene, pinguini, squali e delfini tutta la famiglia si riempie gli occhi, con un sottofondo di urletti entusiasti e di sguardi pieni di stupore. Per una famiglia numerosa, è necessario un minimo di organizzazione in modo da godersi pienamente l’esperienza senza che questa diventi stressante. Consiglio per questo motivo di portare con sé snack dolci e salati, tanta acqua, passeggino e marsupio per poter rispondere alle varie richieste di fame, sete, sonno e coccole.

La nostra seconda tappa, molto attesa dai bambini, è il Galeone dei pirati. Il costo è davvero contenuto ma all’interno di questa ricostruzione non c’è molto da fare, almeno agli occhi razionali di un adulto. I miei figli invece rimarrebbero lì sopra per ore, viaggiando con la loro fantasia. La struttura è articolata su diversi piani e ha scale piuttosto ripide e scomode, per cui i bimbi più piccoli potrebbero aver bisogno di aiuto. È assolutamente inadatta a passeggini e carrozzine, quindi conviene munirsi di fascia o marsupio.

Accanto al galeone, da qualche settimana c’è – e rimarrà durante tutta l’estate – il Parco del basilico dei piccoli. Si tratta di una roulotte dell’azienda Pesto per amore, che offre assaggi di pesti e paté di olive, e di un’area con tavolini, vialetti e tantissime piante di basilico. Impossibile non rimanere inebriati dal profumo intenso! I miei bimbi hanno partecipato al laboratorio –gratuito – in cui hanno fatto il pesto secondo la tradizione, utilizzando ognuno un pestello e un mortaio (a proposito, lo sapevate che per fare il pesto non si batte ma si ruota il pestello?) e ricevendo in dono un barattolo di questa prelibatezza ligure. Li accanto c’è il porto dei piccoli con i giochi gonfiabili: non abbiamo mai avuto occasione di fermarvici ma può essere un buon modo per lasciare che i bambini si scatenino un po’ tra una visita e l’altra.

Proseguendo sul porto, ci sono il sommergibile Nazario Sauro e il museo Galata del mare. Il primo è accessibile dai 4 anni in su ed è molto avventuroso: bisogna indossare un caschetto protettivo, scendere scale un po’ impervie, trovarsi in un ambiente poco luminoso. Il mio primogenito lo ha visitato l’anno scorso insieme a mio marito ed è uscito dal sottomarino entusiasta. Non so se la visita fosse realmente così coinvolgente o se invece abbiano pesato di più il fatto di essere l’unico dei figli autorizzato per età ad entrarvi e l’aver letto insieme alla nonna una riduzione adatta ai bambini di 100.000 leghe sotto i mari. Questo dettaglio in ogni caso mi dà l’occasione di ricordare quanto sia importante per i bambini creare un po’ di atmosfera prima di qualsiasi viaggio o visita, preparando cuore e mente con libri, storie, documentari, immagini.

Anche il museo Galata del mare è stato apprezzato: in questo caso si viaggia tra ricostruzioni più o meno parziali di varie imbarcazioni appartenenti a diversi periodi storici.

Attrazioni che non abbiamo sperimentato sono il Bigo (quella sorta di ascensore in mezzo al porto che permette di vedere la zona dall’alto) e il tour su una delle imbarcazioni. Le proposte sono diverse: il giro del porto, la gita fino a san Fruttuoso, l’escursione per fare whale whatcing. Quest’ultima in particolare è un’esperienza stupenda, che ho fatto in gioventù, ma che richiede che i bimbi siano abbastanza grandi da non annoiarsi durante il tragitto.

Un posto in cui qualche anno fa abbiamo lasciato il cuore è la Città dei bambini e dei ragazzi –un museo completamente innovativo dove i più giovani sono protagonisti attivi – ma al momento è chiusa. Aspettiamo con ansia che riapra!

Proseguendo lungo il porto dalla parte opposta al sommergibile si trova un parco-giochi inclusivo: il giardino di Betty. Si tratta di un playground con giochi fruibili da tutti, con particolare attenzione a chi ha difficoltà motorie o sensoriali. Allontanandosi leggermente dal porto, troviamo un’altra area giochi. In questo caso è recintata, coloratissima, con diverse strutture e scivoli di diverse altezze.

Se si vuole lasciare la zona del porto, consiglio l’incantevole caletta di Boccadasse e il parco dell’Acquasola. Quest’ultimo sorge sulla collinetta di Genova Nervi e si tratta di tre bellissime aree giochi pensate per diverse età immerse nel verde. Completa il quadro un chioschetto che vende panini, piadine, gelati e bibite: è l’ideale per un pic-nic!

Lasciando Genova, abbiamo trovato un parco-giochi stupendo sul lungomare di Cogoleto. L’area è isolata dalla strada da una grande siepe – e questo la rende molto sicura – e si articola in un grande galeone blu, con diversi ponti e scivoli e in altre zone con giochi adatti ai bambini più piccoli. L’ultima sosta prima di rientrare è stata sul lungomare di Varazze, dove ci ha accolti un altro playground, pulito, coloratissimo e articolato in due zone adatte a due diverse fasce di età.

Non so se vi abbia fatto venire voglia di trascorrere un paio di giorni a Zena – Genova per i genovesi doc – oppure no, ma mentre scrivo i bambini stanno già chiedendo quando ci torneremo…

Diletta

Puoi contattarla su Facebook Diletta Di Rocco o Instagram diletta_lestoriedeipanzini

Oltre a tenere la rubrica Creativando su questo blog, Diletta ha scritto anche un libro per bambini: Caccia al tesoro per veri fratelli maggiori (anche sorelle va bene)