Creativando – Primavera: tempo di fiori e di erbari

Le giornate si sono allungate, il clima è mite ed è il momento perfetto per fare qualche attività speciale all’aria aperta insieme ai nostri bambini. Una di queste è sicuramente la realizzazione di un erbario.

Personalmente adoro questo laboratorio per la sua versatilità: è possibile infatti declinarlo in base alle diverse età e preferenze dei nostri figli. Si riesce facilmente a coinvolgere tutta la famiglia: ognuno può svolgere un compito differente, adeguato alle sue capacità.

Inoltre, la creazione di un erbario si articola in diversi momenti, alcuni outdoor e altri indoor, e consente di spaziare dall’osservazione della natura allo sviluppo della motricità fine: in questo modo accontenteremo i gusti di tutti i figli -sia chi ha bisogno di correre sia chi è più portato per il bricolage- e proporremo un’attività davvero completa, appagante per il corpo, il cuore e la mente.

Quali sono le fasi per realizzare il nostro personale erbario?

Di seguito, vi scrivo il modo di procedere con cui io mi trovo meglio:

1. Preparazione del materiale

Consiglio di coinvolgere i bambini già da questa fase: si impara molto anche cercando il materiale necessario e si pregusta la gioia e l’emozione per ciò che si sta per fare.

Ci serviranno: buste di plastica, una paletta da giardinaggio, guanti da giardiniere, macchina fotografica, carta e penna, forbici taglienti (meglio se da giardiniere), lente di ingrandimento.

Possiamo dare un ruolo ai nostri bambini, affidando loro il materiale e designandoli come “responsabile paletta”, “responsabile foto”, “responsabile appunti”.

2. Tappa in biblioteca

Per riconoscere le piante che raccoglieremo, abbiamo bisogno di un aiuto scientifico. Se desideriamo fare un lavoro semplice, possiamo cercare una guida illustrata della flora locale.

Se invece vogliamo procedere come veri naturalisti, prenderemo un glossario illustrato di botanica, che ci servirà per comprendere i termini specifici che incontreremo, e un volume di chiavi dicotomiche per il riconoscimento di specie vegetali. Le chiavi dicotomiche consistono in un elenco di domande concatenate tra loro: ogni domanda prevede la scelta tra due risposte e ogni risposta porta ad una domanda successiva fino all’individuazione della pianta. Prima di prendere il volume, conviene sfogliarlo per valutare che non si tratti di un testo troppo specifico e quindi di difficile comprensione.

3. Scelta del posto

Scegliere il luogo adatto è più semplice di quanto si pensi: persino nelle aiuole cittadine possono crescere molte specie spontanee, soprattutto se il comune è poco ligio nella cura del verde (ma questo, ai fini della biodiversità non è un male!). Ovviamente se abbiamo la possibilità di spostarci in luoghi meno antropizzati, tanto meglio. Se decidiamo di recarci in un parco naturale, ricordiamoci di contattare l’Ente Parco per chiedere il permesso di raccolta.

4. Osservazione globale

Una volta giunti sul posto, dedichiamoci ad una prima osservazione che possiamo definire “olistica”. Invitiamo i nostri bambini a contemplare la bellezza che ci circonda: possiamo sederci sull’erba, chiudere gli occhi e inspirare profondamente ed espirare. Proviamo ad ascoltare i rumori attorno a noi: il fruscio del vento, qualche uccellino, un ronzio, il nostro stesso respiro. Annusiamo l’aria: sentiamo degli odori particolari? Poi apriamo gli occhi: che colori vediamo? Forse l’azzurro del cielo, le diverse sfumature del verde dell’erba e degli alberi, il giallo acceso di qualche fioritura, …

Chiediamo ai nostri bambini come si sentono, che emozioni provano. Sperimentiamo insieme a loro le diverse possibilità che il posto offre: possiamo correre, se c’è un piccolo dislivello possiamo rotolare, possiamo sdraiarci a pancia in su e guardare se le nuvole si muovono. Ovviamente se abbiamo scelto l’aiuola sotto casa, questa parte dovremo saltarla, per non rischiare di attirare un po’ troppo l’attenzione dei passanti…

Ma se invece siamo in gita fuori porta, facciamo questa piccola immersione nella natura prima di concentrarci ad osservare i dettagli.

Successivamente chiediamo ai nostri figli di guardare le piante senza toccarle: spieghiamo loro che si tratta di esseri viventi e che, anche se a noi non sembra, in questo momento stanno interagendo con l’ambiente accanto a loro. Probabilmente vedremo anche degli insetti: un’ape alle prese con il nettare, una coccinella che riposa su una foglia.

È il momento di fare le foto e di prendere appunti su ciò che vediamo. È importante segnare il luogo e la data della raccolta.

5. Raccolta

Raccogliamo diversi esemplari per ogni specie. Se si tratta di una pianta erbacea, cerchiamo, aiutandoci con la paletta, di prelevarla tutta intera, completa di radici.

Se si tratta di un albero, tagliamo (con le forbici, non strappiamo) qualche rametto completo di foglie, fiori e/o frutti.

6. Osservazione delle parti

Mettiamo da parte qualche esemplare (più di uno) per ogni specie nelle buste di plastica e per questa seconda osservazione usiamo i rimanenti, che inevitabilmente si rovineranno.

Guidiamo i nostri figli a scoprire le singole piante nel modo più consono alla loro età. Un bimbo grandino potrà osservare gli stami, il pistillo, i petali, i sepali, mentre un bimbo piccolo potrà catalogare i fiori per colore. Continuiamo la nostra esplorazione coinvolgendo tutti i cinque sensi: tocchiamo fiori e foglie con il palmo delle mani, passiamole sul dorso, sfreghiamole contro le guance, camminiamoci sopra a piedi nudi. Stringiamo nelle mani le piante, spezzettiamo foglie e steli: che suono sentiamo? Annusiamo le piante in due modi diversi:

· portiamo vicino al naso fiori e foglie separatamente;

· sfreghiamo le diverse parti sulle dita e annusiamo i nostri polpastrelli.

In alcuni casi possiamo assaggiare le nostre piante (d’estate possiamo fare scorpacciate di frutti di bosco!) ma bisogna essere certi di saperle riconoscere: non improvvisiamo e soprattutto spieghiamo ai nostri figli che, per mettere in bocca qualcosa di raccolto, devono prima avere la nostra approvazione.

7. Seccatura delle piante

Tornati dalla nostra escursione, è il momento di occuparci delle piante che diventeranno protagoniste dell’erbario.

Ogni esemplare va posizionato tra due fogli di carta da cucina e messo sotto qualcosa di molto pesante (va benissimo una pila di libri) per qualche giorno, finché non è completamente secco.

8. Riconoscimento

Per riconoscere la nostra pianta, utilizzeremo il manuale preso in biblioteca. Useremo la lente di ingrandimento, le foto scattate, gli appunti presi e uno degli esemplari seccati per ogni specie raccolta (badando bene di tenerne uno integro) per rispondere alle domande delle chiavi dicotomiche o per individuare la nostra specie nella guida illustrata. Per i bambini sarà una speciale caccia al tesoro!

9. Realizzazione

È la fase finale del nostro erbario: quella che ci darà maggiore soddisfazione!

Ci servono dei fogli di carta spessi, ai quali fisseremo le piante seccate. La regola vuole che questo avvenga tramite piccole strisce di cartoncino, fissate con degli spilli. Con i bambini però questa attività potrebbe essere troppo pericolosa: possiamo allora usare del nastro adesivo di carta.

Accanto ad ogni pianta fissata con gli spilli o incollata, scriveremo il nome scientifico, il nome comune, il luogo e la data di raccolta, il nome dei raccoglitori. Possiamo arricchire i fogli del nostro erbario con le foto scattate e/o disegni fatti dai nostri bambini.

Per rilegare l’erbario, foriamo i fogli con la bucatrice e uniamoli con un pezzo di nastrino o di corda.

10. Idea creativa

Possiamo trasformare i fogli del nostro erbario in quadretti da appendere o da regalare ai parenti. Invece di rilegarli, arricchiamo i singoli fogli con una cornice fatta con bastoncini di legno -che si possono acquistare nei negozi di bricolage- dipinti con le tempere e fissati con la colla a caldo: ecco pronti i nostri quadretti!

Concludo sperando di avervi fatto venire voglia di realizzare il vostro erbario familiare e augurandovi tante belle gite primaverili!

Diletta

Puoi contattarla su Facebook Diletta Di Rocco o Instagram diletta_lestoriedeipanzini

Oltre a tenere la rubrica Creativando su questo blog, Diletta ha scritto anche un libro per bambini: Caccia al tesoro per veri fratelli maggiori (anche sorelle va bene)