La quasi green family – Eredità di due anni di pandemia (facendo finta che sia finita…)

Questi anni stanno pesando… parecchio. Soprattutto su chi come me, e voi che mi leggete, ha bambini piccoli, che hanno vissuto due anni in casa, con contatti sociali dimezzati e nell’incertezza più assoluta.

Ma noi genitori, come stiamo? C’è chi ha perso cari, chi il lavoro, chi semplicemente non ce la fa più ed è provato psicologicamente.

Per quanto mi riguarda, la campagna mi ha sicuramente aiutato ad affrontare pomeriggi interminabili con le bimbe, in cui non si poteva vedere anima viva.

Il primo anno è andato bene. Tutto sommato, è stato un periodo di pausa, in cui ci si è riabituati a non avere mille impegni quotidiani e a vivere il focolare domestico.

Il secondo è stato un po’ un ripetersi del primo, fra qualche sospiro pesante in più.

Il terzo, invece, è pesato più di tutti.

Non tanto per lo stare in casa o per i contatti sociali limitati… ma per l’incertezza del futuro. L’ansia nel pensare di fare una cena con i parenti, con i nonni, e poi decidere sempre che non era il caso. L’impossibilità di festeggiare i compleanni delle bimbe come avrei voluto per 3 anni consecutivi, il non poter fare progetti e lavorare come avrei dovuto.

E per fortuna che un mese fa è arrivato il “tana libera tutti”, perché sennò, a questo stato d’animo, si sarebbero aggiunte altre interminabili quarantene e sorveglianze varie.

Non so a voi, ma la pandemia ha aumentato a dismisura la mia voglia di viaggiare con le bimbe (scappare, oserei dire…), che già da prima avevo.

I viaggi per una famiglia sono un momento intenso di ricordi… e vedere che il tempo ti scorre fra le mani mentre non puoi fare niente, nella consapevolezza che questi anni non torneranno più, mi spinge ad immaginare fughe in continuazione, anche solo per un weekend.

Ma non sempre, ovviamente, è così semplice… soprattutto in 5.

La pandemia mi ha insegnato anche a scegliere con chi stare, a non sprecare tempo e, inevitabilmente, mi ha fatto allontanare da chi non meritava le mie poche ore a disposizione.

Ma quello che soprattutto mi lascia questo periodo (sperando sia finito) è la stanchezza.

La fatica di affrontare la quotidianità. Una sensazione mai provata prima, che spero mi abbandoni presto.

La testa è più pesante, troppi pensieri, dubbi, domande, troppe incertezze, paure, ansie…

E questo influisce ovviamente anche nel rapporto con le figlie, che vedono una mamma che a volte arranca un po’.

In questi anni però ho scoperto lo yoga. Dopo tanto tempo passato con la mia amata danza, ho conosciuto anche questa disciplina, che davvero mi ha insegnato tanto.

Chiudere gli occhi e respirare, sgombrare i pensieri e dedicarsi solo al movimento, cercando un equilibrio fra mente e corpo… almeno finché non piomba una delle figlie!

Se non lo conoscete, provatelo. Rimarrete stupiti degli effetti positivi che può avere sul corpo e sulla mente. E non servono abbonamenti in palestra (che personalmente non riuscirei mai ad incastrare fra figlie e lavoro), ma basta una mezz’ora al giorno in un angolo di casa.

Ma veniamo al dunque… Il concetto di tutto ciò è riprendersi il tempo.

Tempo per se stessi, tempo per respirare, tempo da vivere in famiglia senza pensieri e tempo per i veri amici e per i parenti.

Insomma…. Usciamoooo ora che si può!!!! Stiamo con altre mamme, con le amiche, in mezzo alla gente… (sempre in sicurezza ovviamente).

Basta distanziamento sociale, isolamento e via dicendo… Ci sta uccidendo.

E se tutti si ricordano, più che giustamente, di ringraziare i medici e gli infermieri in questo periodo, di incoraggiare i bambini e gli adolescenti e via dicendo… pochi hanno parlato di quanto anche sui genitori questo inferno stia pesando.

Ecco, credo che ora sia giunto il momento di pensare ANCHE a noi.

Così io e mio marito abbiano deciso per prima cosa (dopo anni che non lo facevamo più) di ricominciare a muoverci con le bimbe, con i nostri weekend necessariamente low cost ed ecosostenibili, di cui, se avrete voglia di leggermi, vi parlerò nel prossimo articolo.

Elisabetta

Puoi contattarla su Instagram: la_quasigreen_family

Qui puoi leggere il primo articolo di Elisabetta: La quasi green family: vita ecosostenibile in 5