Storie per bambini scritte da bambini: Il leone e il dentista

IL LEONE E IL DENTISTA

C’era una volta un leone che aveva appena preso il diploma e allora, per la felicità, si dimenticò che doveva andare dal dentista, ma glielo ricordò la mamma.

C’era un problema: al leone non piaceva affatto andarci, anzi, già a nominarlo gli venivano i brividi.

Allora il leone si mise a fare i capricci, però alla fine la mamma lo convinse, dicendogli che, se fosse andato dal dentista senza fare i capricci, a casa lo avrebbe aspettato una sorpresa. Visto che il leone adorava le sorprese della mamma, salì subito in macchina.

Quando furono lì, il leone non ebbe più paura. Andò in sala operatoria, lì c’era il dentista che lo aspettava, il leone doveva solo fare un controllo. Il leone si fece controllare, i suoi denti erano perfetti, però se li doveva spazzolare meglio.

Dopo colazione, pranzo, merenda e cena, si lavò sempre meglio i denti, finché i denti non diventarono lucidi e pulitissimissimi. Così quando doveva andare dal dentista non aveva più paura e non faceva più i capricci per andarci.

E si dimenticò della sorpresa. Ma quando andò in camera, trovò la sorpresa.

Noi interpretiamo così…

Una nuova storia avvincente e vincente che racconta come l’apparenza dell’aspetto, a volte, inganna (nel senso buono del termine) anche gli occhi più ingenui. Un’apparenza a “doppio taglio” perché in fondo il leone è un animale impavido e robusto, sia nella fisicità che nella forza istintiva, ma, di fronte a un piccolo ostacolo, si ritrae a tutto spiano, autoconvincendosi che l’evitamento sia la strada giusta da percorrere.

Perché allora “apparenza a doppio taglio”? Ebbene, la robustezza che lo caratterizza porta il lettore fuori strada: com’è possibile che un leone (seppur cucciolo) abbia paura di qualcosa? Sì, prova paura, ostentandola senza vergogna, decidendo che a quell’appuntamento non ci andrà! Ecco l’ambivalenza dell’apparenza, la fragilità e la sicurezza, due elementi (appunto) in contrasto, che viaggiano però sullo stesso binario.

Poi la prova d’amore: la madre (che genera coraggio e armonia) lo convince a prendere atto delle sue paure e della sua capacità di autocontrollo.

Altro elemento interessante: la promessa. La mamma ritorna in scena promettendo al suo cucciolo qualcosa di grandioso (e la promessa della mamma è sempre qualcosa di grandioso che non può essere ignorata!). Così il piccolo leone si sprona e reagisce alle sue paure. E ce la fa, incoraggiato, si avventura in ciò che più teme.

La storia si conclude con la vittoria di entrambi che riescono nella loro missione: il cucciolo vince la paura, la mamma vince imprescindibilmente con l’amore. E la sorpresa? Quell’elemento, inizialmente di grandissimo valore, passa in secondo piano a tal punto che il leoncino se ne dimentica. Ma una promessa è una promessa, che trova, inaspettatamente e senza pretese (elemento arricchente), nella sua camera. E chissà che cosa lo attende…

E a voi piccoli e grandi lettori, lasciamo spazio all’immaginazione…

Se anche ai vostri bambini piace scrivere storie e se avete piacere di condividerle, inviatecele, insieme ad un disegno, al nostro indirizzo piu_di_due@hotmail.com. Saremo felici di leggerle, pubblicarle e assaporarle insieme a voi!