Pillole di tutto un po’ – Si sta come d’autunno sugli alberi le foglie

Proprio come i soldati di cui parla Ungaretti in questa celeberrima poesia, stiamo noi genitori al fronte delle malattie autunnali. Quando, cioè, l’inesperto sistema immunitario di nostro figlio parte per la guerra stagionale contro un esercito variegato di virus e batteri.

Più è giovane il figlio, più sarà disarmato.

Più numerosi sono i figli, più la guerra sarà drammatica per la famiglia.

In tempi di COVID, poi, le battaglie possono essere nefaste.

A casa mia siamo in sei, e vi assicuro che si tratta di una guerra all’ultimo sangue.

Quell’esercito sgangherato di mostri ha un’avanguardia che alcuni definirebbero deboluccia. In prima battuta attaccano con un banale raffreddore. Ma banale per chi?

Forse per voi, scafati e navigati adulti, ormai in grado, dopo anni di raffreddori, di soffiarvi il naso in maniera soddisfacente! Non certo per una neonata come la mia, Viola.

Immaginate di avere le narici completamente ostruite per ventiquattro ore al giorno durante una settimana, come unico sollievo uno spruzzo di soluzione salina sparato nelle fosse nasali. Povera Viola!

Ma nemmeno Elena, Irene e Greta se la passano bene, di questi tempi…

Naso chiuso vuol dire bocca aperta: per forza! In qualche modo bisognerà pur respirare.

E bocca aperta significa bocca secca, gola fredda, sete, mal di gola, bava che cade, labbra screpolate, fame d’aria mentre si mangia (o passa l’aria o passa il boccone).

Per cui:

1) “Mamma, mi fa male la gola”, di lunedì mattina, “non posso andare a scuola, vero?”

Dovremo fare il tampone per COVID?

2) “Mamma, mi bruciano le labbra” ripetuto come un mantra settantasette volte al giorno.

3) “Mamma, ho sete!” urlato con disperazione nel buio delle tre di notte.

4) “Mamma” bisbigliato al tuo capezzale verso le cinque del mattino, tipo il ragazzino de Il Sesto Senso, “è successo qualcosa di strano: il mio cuscino è tutto bagnato…”

5) “Mamma, non ho più fame” dopo appena il primo boccone.

Come se non bastasse, il “banale” muco che intasa le cavità nasali è in realtà un nemico insidioso. Dopo qualche giorno di assedio, fa collassare a tradimento molte tube di Eustachio, strategiche connessioni tra apparato respiratorio e orecchio, con conseguente fastidio o dolore alle orecchie, fino all’otite, ma anche ipoacusia:

6) “Mamma, non sento bene”, come se ce ne fosse bisogno, che le mie già normalmente fanno orecchie da mercante…

Si genera automaticamente una variante della domanda al punto 1, di solito già verso il mercoledì mattina:

7) “Mamma, mi fa male un orecchio: non posso andare a scuola, vero?”

Dovremo fare il tampone per COVID?

Ma la caratteristica principale del muco è quella di essere viscido e appiccicoso, per cui scola dappertutto sul fondo della bocca, fino alla gola, determinando poi una serie di reazioni a catena senza fine, dalla faringite, alla tonsillite, laringite, tracheite, bronchite, bronchiolite, polmonite… E va be’, speriamo che non succeda davvero tutto questo, però quando Viola fa il rumore della caffettiera e le prende quella tosse convulsa che la fa vomitare come una fontana nel cuore della notte, io sento una certa inquietudine, non so se è per timore alla bronchiolite o perché penso a L’esorcista.

Infatti quel maledetto purulento stupido muco arriva pure nello stomaco, portando a tutta una sgradevole serie di sintomi a cominciare dal mal di pancia, per finire appunto col vomito da irritazione gastrica e con la diarrea da iperperistaltismo.

A questo punto della guerra, abbiamo visto scendere in campo le temibili armi di distruzione genitoriale del Banale Raffreddore, quali irritabilità dei più piccoli; lamentele dei più grandi; insonnia infantile multietà; secrezioni appiccicose e/o maleodoranti, specialmente quelle notturne con obbligatorietà di cambio lenzuola o migrazione di giaciglio; inappetenza fino al digiuno; persino eritema da pannolino nel caso degli infanti con diarrea (ci mancava).

In sintesi, il Banale Raffreddore, centravanti dell’esercito dei Mostri Autunnali, comincia già ai primi di ottobre a far cedere la prima linea di difesa genitoriale, che perde preziose ore di sonno e presenta i primi segni di nevrosi.

Le battaglia successiva della guerra autunnale è intrapresa dalla temutissima Gastroenterite Acuta che, come abbiam visto, va a braccetto col raffreddore. Tralascio i dettagli di questa fase della guerra, essendo ovvie e scabrose le implicazioni per bimbi e genitori.

Quando finalmente, poi, la tempesta di deiezioni liquide e maleodoranti volge al termine, dopo giorni di sofferenza familiare generalizzata (peraltro con altissimo rischio di contaminazione di altri elementi familiari), proprio nel momento in cui tutti iniziano a tirare un sospiro di sollievo, tra montagne di panni da lavare e profonde occhiaie bluastre, torna all’attacco il Banale Raffreddore.

Meno banale e più subdolo che mai, perché ora spalanca le porte alla Bronchiolite, col temuto Broncospasmo, o all’insidiosa Polmonite. Per non parlare della Laringite Acuta, che di solito vien di notte, quatta quatta, come la Befana (aaah!, le simpatiche nottate trascorse davanti al freezer spalancato…).

È proprio ora quando l’esercito genitoriale deve fare scudo con tutte le armi a disposizione, dagli sturanaso agli antibiotici (solo dietro prescrizione medica!), sciroppi, spray e quant’altro.

La stoicità dei bambini (che, poverini, continuano a non dormire bene, dato evincibile dalle borse in aumento sotto agli occhi della madre) è tale, nell’affrontare questo ennesimo attacco, da far passare sottogamba le piccole scaramucce della Congiuntivite o dell’Impetigine da Pannolino, bazzecole in confronto a tutto il resto. Collirio e pomata antibatterica sembrano ora quasi giochi divertenti da fare con Mamma e Papà.

Quando finalmente è finito il collirio, quando sul sedere dei più piccoli non restano che cicatrici marroni puntiformi, come su un campo di battaglia, quando la tosse notturna è quasi del tutto risolta e il naso, finalmente! sembra non colare più, ecco che arriva la cavalleria: la Tonsillofaringite di Mamma e Papà. Maledetta… Colpisce alle spalle.

Inizialmente è solo un pizzicorino fastidioso alla gola, nefasto presagio! “Ma no, dai, prendiamo un’aspirina che passa tutto!”. Poi diventa dolore, forte, con tonsille giganti e rosse, febbre alta.

Dovremo fare il tampone per COVID?

Il silenzioso timore che sia contagiosa si trasforma in tremenda certezza quando, la notte successiva, i risvegli di ogni figlia si susseguono ogni trenta minuti. Temperature che sfiorano i quaranta gradi centigradi.

È la disfatta: Elena, Irene, Greta e Viola si arrendono, e anche noi genitori.

Oggi non andate a scuola”

E nel giubilo successivo a questa comunicazione, pensiamo che passerà anche questa, forse per lasciare il posto a un periodo di tregua, o magari per spianare il campo a qualche altra terribile armata.

Ma lasciando da parte gli scherzi, in fondo Elena, Irene, Greta e Viola sono fortunate, perché se stanno male hanno chi le cura e le rassicura, mentre nel mondo milioni di bambini si trovano DAVVERO dentro le guerre e affrontano infermità ben maggiori, non avendo o NON AVENDO PIÙ chi si occupa di loro.

Quindi, in fondo, i nostri malanni autunnali sono il male minore.

Però che sonno!

Speriamo almeno stanotte si dorma…

Laura Minguell Del Lungo

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