Pillole di tutto un po’ – La Stanza del Tempo

La Stanza del Tempo…

No, non è un nuovo episodio della saga di Harry Potter. Senza meno, in una famiglia numerosa, ottenerne una è come ricevere un incantesimo…

Ma cosa sarà mai questa Stanza del Tempo?

Per alcuni può essere una specie di chimera; per altri un El Dorado irraggiungibile; ad altri ancora può sembrare un lusso inutile (è solo perché ancora non ne hanno bisogno!); per me è stato un regalo inaspettato, di quelli che “mi piacerebbe da morire avere quella cosa là, ma tanto è impossibile…”. Insomma: per una poli-mamma lavoratrice come me, avere una Stanza del Tempo tutta per sé è una magia.

Avete capito di cosa sto parlando?

La Stanza del Tempo è la stanza del MIO tempo, quel tempo che anelo e desidero, di cui ho bisogno per fare e per non fare; per riordinare i desideri, per snocciolare i buoni propositi. La Stanza del Tempo riassume il tempo necessario per concepire nuovi “farò”, per dirmi che “finalmente lo sto facendo!” e per riporre i “devo fare” mai spuntati sull’agenda.

La Stanza del Tempo serve per pensare, per trovare tempo per sé.

Per sospenderlo, quel tempo, farlo aspettare. Serve per ritrovare sé stessi in quel tempo mai trovato, per smettere di inseguire e semplicemente stare.

Nella mia Stanza del Tempo ci sono le mie storie da scrivere, i sogni e i progetti da realizzare, nascosti tra le coste dei libri sugli scaffali, trai disegni di Irene che abbelliscono la Libreria del Sapere e i segnalibri della mia collezione.

Nella mia Stanza del Tempo ci sono i ricordi più belli, annodati con i fili di tutti i colori; ci sono le sere calde davanti al camino avvolte nei gomitoli di lana; ci sono i tranquilli pomeriggi d’estate seduta davanti alla macchina da cucire, con la finestra aperta che lascia entrare le voci. Quelle delle mie figlie nel giardino, dei bimbi del vicinato che corrono sul marciapiede e la mia di quand’ero bambina e giocavo in cortile. L’abbaiare lontano di un cane e l’ambulanza che viene per qualcun altro. Poi c’è il profumo del gelsomino e quello della terra bagnata quando Elena annaffia la bella di notte e il mandarino.

Nella mia Stanza del Tempo c’è il Divano del Riposo e delle Coccole, che è anche il letto per gli ospiti: amici, parenti e chi ci vuole bene. Chiunque voglia venire a stare con noi per un tempo, quel Tempo che è nella Stanza del Tempo.

Nella mia Stanza del Tempo c’è l’armadio per nascondere i regali di Natale, quelli per le mie bambine e quelli della mia infanzia, è l’Armadio del Tempo Perduto. Lì sono racchiusi Babbo Natale con le sue renne e la Befana, con gli elfi e le fate e tutte le creature impossibili della mia fantasia. Lì ci sono le avventure dei miei eroi antichi, le mappe del tesoro, i disegni di mia madre, i misteri bisbigliati nell’orecchio, i “ti voglio bene” sussurrati, le favole prima di dormire e le carezze per le bimbe addormentate. Lì ci sono i sorrisi regalati e quelli impacchettati, e poi ci sono le giacche pesanti per l’inverno e altre cose che scaldano il cuore, i giochi per quando Viola sarà più grande e le mie foto da piccola.

Vicino all’Armadio c’è il Tavolo del Cucito, con i suoi cassetti pieni di nastri, le scatole dei bottoni e i sacchetti degli scampoli, la macchina da cucire che prende polvere ma che sta sempre lì. L’importante è che lei ci sia, sempre, pronta per essere usata. Quando troverò il Tempo.

Nella Stanza del Tempo c’è anche il Baule delle Stoffe, pieno di colori, di tessuti e di progetti. Ma, a guardar bene, dentro ci trovi anche la tenda di una camera da letto che non esiste più, col suo profumo e la luce tenue; ci trovi il foulard della nonna, che è bucato ma che è ancora intriso del suo aroma; ci trovi la maschera da bruco di quando Greta era piccina, che voleva diventare un peluche ma che ancora è chiusa nel suo bozzolo dentro al Baule. Poi ci puoi trovare i vestiti per le Barbie che saranno, le copertine per le bambole e il futuro grembiule per la scuola. Tra strati di idee e cumuli di progetti, sepolto sotto ritagli di desideri, ci trovi anche qualche calzino da rammendare.

Nella Stanza del Tempo idealmente ci sono anche io, con tutte le mille cose che mi passano per la testa, anche quando non ho il Tempo per stare lì. Ma so che la Stanza c’è, con il suo Tempo per me.

Ci vuole la collaborazione dei conviventi e una casa grande per possedere una Stanza del Tempo tutta per sé. Lo Spazio della casa e lo Spazio dell’anima. E anche il Tempo, quel maledetto tiranno; Spazio e Tempo per concepirla, arredarla, riempirla.

Poi ci vuole anche il Tempo per usarla, per usare quel Tempo per sé. E se intanto quel tempo ancora non arriva, ci vuole il Tempo per ordinarla, la Stanza, prepararla per quando verrà il Tempo di usarla.

Io sono in questa fase qua, devo ancora finire di organizzarla, la mia bella Stanza del Tempo, ma mi basta anche solo il pensiero di averla per essere un pochino più felice.

Dopo molti anni di dedicazione e adattamento, ho finalmente la mia Stanza del Tempo!

Allora, se voi aveste una Stanza del Tempo, cosa ci mettereste? Come la riempireste? Per cosa la usereste?

Laura Minguell Del Lungo

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