Pillole di tutto un po’ – Nonni e bisnonni, beato chi ce li ha

Si è già scritto molto sui nonni, per cui ho pensato a lungo sull’opportunità o meno di scrivere quest’articolo, e anche poi su come impostarlo.

Davanti al dubbio mi sono poi chiesta: “Cosa vuoi dire esattamente sui nonni? Che messaggio vuoi trasmettere?”

La risposta è stata tanto banale quanto geniale nella sua semplicità.

Mi sono detta: “Voglio dire che avere i nonni è più bello che non averli”.

Perché? Ora provo a spiegarvi la mia idea.

Cara Nonna, ti scrivo perché mi manchi molto…”

Così cominciava una cartolina che Elena scriveva qualche anno fa alla nonna lontana.

Oggi magari sarebbe un WhatsApp, ma si tratta comunque di qualcosa che io non ho mai sperimentato da bambina. Purtroppo infatti non ho potuto godere dei miei nonni, poiché chi non è morto precocemente era troppo lontano o troppo malato per esercitare la professione di nonno.

Peccato!

L’ho sempre rimpianta quella presenza che invece molti dei miei amici e amiche vivevano quotidianamente. Così per le mie figlie mi sono rallegrata, pensando che avrebbero goduto a lungo di quattro nonni giovani e ben due bisnonne. Poi in realtà io e mio marito abbiamo incasinato tutto perché abbiamo messo 1500 km tra noi e loro e… va be’, poi ci siamo un po’ arrangiati. Per questo la cartolina, o il messaggio di WhatsApp: per creare un legame nonostante i chilometri, per mantenerlo, per trovare continuità. Per costruire una quotidianità e una familiarità che fossero più forti della distanza. E devo dire che ci siamo riusciti abbastanza, perché le bambine conoscono bene i nonni, li differenziano, conoscono i punti deboli e i punti forti di ognuno di loro, gli aspetti buffi e quelli dolci degli uni e degli altri, sanno cosa possono avere da ogni nonna o nonno e dove invece i limiti personali di ciascuno fanno che non si possa andare più in là.

Purtroppo negli ultimi due anni abbiamo perso le due care bisnonne, testimoni di tempi antichi e lontani, portatrici di un bagaglio di storia e umanità preziosissimo, che forse le mie figlie hanno solo intravisto. Ma nella loro memoria resterà sempre impressa la figura solida della Nonna Ida, con il suo bel dialetto, e il suo orto grandissimo, e l’uliveto, le galline e la carne al sugo con la pasta fatta in casa. E poi la figura tenera e simpatica della Nonna Maria, con le sue domande indiscrete, le sue ricette preziose tramandate alla Nonna Rita, il suo umorismo tagliente e schietto, le sue sigarette sottili e il suo sorriso sornione.

Agli altri nonni auguriamo lunga vita e in salute!

Certo, i nonni possono essere molto utili in certe organizzazioni familiari, e nelle famiglie numerose ancora di più!

Quanti più figli, tanta più necessità c’è di mani che cambiano pannolini, cucinano, lavano; di auto che recuperano e accompagnano; di bocche che leggono favole; di occhi che vigilano.

Ma tutto ciò può essere sostituito da una tata, un amico, una vicina, una zia…

E dunque cos’è che c’è nell’avere i nonni di tanto speciale?

Io posso descrivere quello che ho imparato dalle mie figlie, e quello che ho vagheggiato da bambina e adolescente. Non ho esperienza diretta.

Ma per me avere i nonni significa sentirsi radicati in questo mondo. Sapere da dove si viene. Conoscere la propria storia, trovare l’origine della propria esistenza, la risposta a quelle domande che tutti gli esseri umani a un certo punto si pongono: “Perché sono vivo? Cos’è la vita? Che significa vivere? Cosa c’era prima di me?”.

Avere i nonni significa poter contare su altri adulti, diversi dai genitori, avere un raggio d’azione più ampio, più sicurezza, avere più opzioni. Avere i nonni significa un piatto caldo di pastasciutta, un lecca-lecca proibito, un cartone il giorno che non tocca.

Avere i nonni significa amore incondizionato e ascolto, avere un compagno di giochi e di avventure, a volte un compagno di marachelle.

Avere i nonni significa avere un maestro saggio o una cuoca personale, avere un taxi rosso fiammante e una casa in più.

Avere i nonni è come avere una scialuppa di salvataggio, un rifugio piccolino di riserva.

Avere i nonni significa avere più spazio per occupare il mondo con le proprie cose, significa un divano letto sempre pronto e un regalino quando non te lo aspetti.

Avere i nonni significa avere una grande famiglia, avere una mano in più da stringere quando attraversi la strada e una schiena accessoria per fare il vola-vola.

Avere i nonni è come un regalo non scontato, è come un optional gratuito della vita, una sorpresa, una magia.

È la magica alchimia che si genera tra nonni e nipoti, fatta di confidenze e affinità, di idiosincrasie e affetto infinito, di orecchie che non ci sentono più e di mani che tremano già, di dita piccoline che svelano i misteri della tecnologia, di bocche che raccontano storie lontane, di capelli arruffati e bimbi troppo coperti, di pasti completamente sbilanciati e di freezer pieni di gelati.

È quella segreta formula magica che unisce due generazioni lontane allacciandole strettamente.

È quel tempo che si ferma e si scambia tra chi il tempo lo richiede e chi di tempo ne ha da vendere. Tra chi inizia il proprio tempo e chi ne vede già la fine.

Avere i nonni mi pare una cosa meravigliosa, e ringrazio i nonni di esistere per le mie quattro figlie.

Ai miei, di nonni, vorrei dire che se non ci sono stati non è colpa loro, che li amo molto e che mi sono mancati tantissimo.

Laura Minguell Del Lungo

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