Pillole di tutto un po’ – “Aiuto! Le è andato il prosciutto di traverso!

Una delle paure più terrificanti e ricorrenti delle mamme e dei papà coscienziosi è che il proprio pargolo si strozzi con un boccone di cibo o con un piccolo oggetto, come un bottone, il pezzo di un giochino, una moneta o qualsiasi cosa riesca a introdurre in bocca (o nel naso).

Madre Natura è saggia e ha creato due tubi separati per ciò che è destinato a essere digerito e ciò che è destinato a essere respirato. Dentro alla gola c’è una specie di ponte levatoio (l’epiglottide) che serve proprio a dirigere il traffico: aria di qua, cibo di là. Eppure, accidentalmente, può capitare che un bolo di cibo se ne vada per vie che non gli competono (la trachea), soprattutto se c’è una incoordinazione (come in alcune malattie neurologiche) o una immaturità della deglutizione (come nei bambini piccoli). Se poi aggiungiamo la curiosità, l’innata imprudenza e l’inconsapevolezza dei piccoli esploratori che chiamiamo figli, qualsiasi oggetto, potenzialmente, può essere interessante da studiare con la lingua, buono da mangiare, adatto a essere infilato in una narice o gustoso da succhiare.

Infatti sotto ai cinque anni di età, l’ostruzione della via aerea (cioè quel complesso di tubi e tubicini attraverso il quale respiriamo) è una delle cause più frequenti di morte alle nostre latitudini.

Il grande quesito è: “Che fare?

Il comportamento da seguire è identico nei bambini e negli adulti, quel che cambia è la modalità di esecuzione di certe manovre, che vedremo più avanti.

Prima di tutto bisogna distinguere tra OSTRUZIONE PARZIALE e OSTRUZIONE COMPLETA.

Nell’ostruzione parziale, il corpo solido (bottone, moneta, giochino, pane, pezzo di mela o il temibile grasso del prosciutto) finisce in qualche punto della via aerea in cui, tutto sommato, dà fastidio ma non impedisce il passaggio dell’aria. In questo caso, il nostro bambino tossirà, parlerà, piangerà, insomma: respirerà. Non che la situazione sia tranquillizzante. Però abbiamo un certo margine di tempo. La tosse serve proprio per espellere quel fastidioso intruso. Anche se può non essere sufficiente.

IMPORTANTE-IMPORTANTISSIMO!– se l’ostruzione non si risolve spontaneamente in qualche decina di secondi, chiamare subito il 112: la maggior parte dei decessi per ostruzione della via aerea avviene per ritardi nella chiamata dei soccorsi.

Questo perché, anche se il nostro bambino sta continuando a respirare, e quindi non è in pericolo immediato di vita, la situazione è profondamente instabile: il corpo estraneo potrebbe ovviamente uscire dalla via aerea (per dirigersi all’esterno o nel tubo digerente), grazie all’effetto della tosse, come avviene nella stragrande maggior parte dei casi. Infatti è esperienza comune il “mi è andato il boccone di traverso”.

Ma potrebbe anche spostarsi più giù lungo il canale respiratorio, o semplicemente cambiare posizione e rendere completa quella che era un’ostruzione parziale. Prima che ciò avvenga, è importante non muovere, scuotere o percuotere il nostro bambino, né appenderlo a testa in giù né infilargli dita o altri oggetti, come pinze, in gola nel tentativo di estrarre il dannato corpo estraneo. Tutte queste manovre potrebbero ledere l’incolumità del bambino, sia direttamente, sia provocandogli involontariamente la tanto temuta ostruzione completa. Quel che invece dobbiamo fare è tranquillizzare il nostro piccolo, che sarà piuttosto agitato e spaventato, incentivarlo a tossire, farlo posizionare nella maniera per lui più comoda, cioè nel modo in cui respira meglio. Non dare acqua, almeno fino a che non si sia certi che l’ostruzione si sia risolta.

Se il corpo estraneo viene alla fine correttamente deglutito e rimandato dove avrebbe dovuto, cioè nell’esofago e poi nello stomaco, e si tratta di un boccone di cibo: BENISSIMO.

Ma se invece l’imputato è un oggetto non commestibile, è importante che il bambino, anche dopo aver vinto l’ostruzione della via aerea, sia valutato da un’equipe sanitaria che decida il da farsi.

Come sapere se il corpo estraneo che non riaffiora alla bocca è stato davvero deglutito o si è solo spostato dentro alla via aerea? Effettivamente non è semplice, anche perché la tosse può persistere sia perché il corpo estraneo si è infilato in un bronco, sia perché la via aerea è rimasta irritata dal suo passaggio. Nel dubbio, non esitiamo a contattare il 112.

Nessun dubbio invece dobbiamo avere nel caso in cui l’ostruzione sia o diventi completa: cioè il corpo estraneo si è posizionato in maniera tale da tappare completamente la via aerea impedendo il passaggio dell’aria.

Come riconoscere l’ostruzione completa? Il bambino non può più respirare: quindi non piange, non tossisce, non parla, non grida. E di solito diventa blu-viola nel giro di pochissimo tempo.

Questa situazione è ben più allarmante della precedente, perché mette a rischio immediato di vita il nostro bambino: senza respirare si sopravvive per pochi minuti. Peraltro la mancanza di ossigeno al cervello, provoca inizialmente uno stato di agitazione e angoscia per cui si consuma molto più ossigeno del solito, esaurendo così rapidamente le riserve polmonari. È pertanto fondamentale in questi casi chiamare prontamente il 112 e allo stesso tempo eseguire delle specifiche manovre di disostruzione (che non fanno altro che simulare la tosse, che il bambino non è più in grado di fare).

1. 5 pacche interscapolari (fig.1 lattante, fig.2 bambino)

2. 5 compressioni toraciche o manovra di Heimlich (fig.3 lattante, fig. 4 bambino)

Poi si ricomincia.

Si interrompono le manovre solo se il bambino riprende a respirare (tossire, piangere, parlare…), se arrivano i soccorsi avanzati o se diventa incosciente.

Cioè quando la situazione si complica davvero.

Una persona senza coscienza, come prima cosa perde il tono muscolare e quindi si accascia a terra. Sarà molto facile riconoscere questo stato: mentre prima avevamo un bambino che si reggeva in piedi, adesso avremo un bambino accasciato, e l’unica cosa che potremo fare è sdraiarlo a terra o su un’altra superficie dura e cominciare le manovre di rianimazione cardiopolmonare (che vedremo nel prossimo episodio).

Infatti, il paziente con ostruzione della via aerea che diventa incosciente si considera in arresto cardiorespiratorio (il concetto è che, in mancanza totale di ossigeno, se il cuore non si è ancora fermato, presto lo farà).

Va da sé che in un caso come questo, se ancora non l’abbiamo fatto per qualsiasi motivo, va contattato il 112 istantaneamente.

E ora? Avete il terrore che vi capiti? Niente paura! Ora ne sapete più di prima, i concetti sono pochi e spero non confusi. Le linee guida e gli algoritmi servono apposta per poter agire nelle situazioni critiche senza dover “inventare” soluzioni. Per cui basta ricordarsi questi pochi concetti e non abbandonare mai il buon senso!

(Comunque speriamo che non vi capiti mai!)

Dott.ssa Laura Minguell Del Lungo, specialista in Anestesia e Rianimazione

Per eventuali dubbi o chiarimenti puoi contattarla qui 👉 Instagram: lauraminguelldellungo – Facebook: Laura Minguell Del Lungo

NDA: testo redatto secondo le linee guida IRC/ERC 2020-2025

LEGENDA FIGURE:

Fig. 1: lattante (o bimbo piccolo) disteso prono sulla coscia del soccorritore, in posizione declive con il capo più in basso del busto, bocca aperta; la mano del soccorritore a piatto colpisce il centro del torace 5 volte di seguito, tra le due scapole, evitando la nuca.

Fig.2: bambino in piedi di fronte al soccorritore, che lo sorregge, busto inclinato in avanti, capo verso il basso; la mano del soccorritore a piatto colpisce il centro del torace 5 volte di seguito, tra le due scapole, evitando la nuca.

Fig.3: lattante (o bimbo piccolo) disteso supino sulla coscia del soccorritore, in posizione declive con il capo più in basso del busto, bocca aperta; due dita sullo sterno al centro del torace, perpendicolari ad esso. Si comprime il torace 5 volte di seguito.

Fig.4: bambino in piedi di fronte al soccorritore, che lo sorregge, busto lievemente inclinato in avanti; una mano del soccorritore a pugno stringe il pollice, che si posiziona sotto allo sterno del bambino, subito al di sotto del punto in cui si incontrano i due archi costali; l’altra mano in forma di C abbraccia la prima mano. Si esercita un movimento diretto posteriormente e dall’alto verso il basso, atto ad aumentare la pressione dentro al torace. Si ripete 5 volte.

Fig.5: algoritmo di attuazione di fronte a ostruzione della via aerea da corpo estraneo.