Recensione albo illustrato: Pastelli ribelli

In una vecchia canzone, Antonello Venditti cantava: “Certi amori non finiscono, fanno dei giri immensi e poi ritornano, amori indivisibili, indissolubili, inseparabili”. Ecco, alcune storie sono proprio così, compiono dei viaggi, si allontanano, ma poi ritornano, legate a noi da amori inseparabili.

Una di queste storie, della quale ci siamo innamorate sin dal primo sguardo posato sulla copertina, è quella dei “Pastelli ribelli”, edito da ZOOlibri nel 2017.

Storia illustrata dal giovane artista Oliver Jeffers, nativo australiano residente negli Stati Uniti, autore e illustratore di libri per l’infanzia, che ha raggiunto il successo fin dalla sua pubblicazione d’esordio “Chi trova un pinguino…” (ZOOlibri, 2010). I lavori successivi hanno continuato a confermarne capacità e maestria, conquistando pubblico e critica per contenuti e cifra stilistica.

All’interno i testi allegri e divertenti di Drew Daywalt, che ironizzano sulle banalità riprodotte nei disegni dei bambini e le illustrazioni coloratissime di Oliver Jeffers, che riproduce, sulla sinistra, le lettere dei 12 pastelli, scritte a mano su fogli strappati, e, sulla destra, i disegni incriminati che sembrano uscire proprio dalla mano di un bambino.

Il protagonista di questa divertente storia è un bambino di nome Dante. Un giorno Dante va a scuola e, al posto dei suoi adorati pastelli, trova un pacco di lettere per lui, che hanno come mittenti proprio i suoi cari amici pastelli.

Ogni colore gli scrive lamentando qualcosa, in una sorta di rivolta collettiva. Il Rosso, ad esempio, protesta perché lavora più di tutti gli altri (i pompieri, gran parte della frutta… è tutto rosso? Anche durante le feste, da Natale a San Valentino, gli tocca colorare Babbi Natale e cuoricini!).

Il Viola è un perfezionista ‒ “precisissimo”, si autodefinisce! ‒ e, sebbene sia contento di essere il pastello preferito di Dante, non sopporta che lui, nel colorare, esca dai contorni. Il suo non è solo un invito ma una vera e propria minaccia: intima al povero bambino di prestare maggior attenzione nel colorare draghi e cappelli da mago, altrimenti perderà la pazienza!

Anche il Beige si lamenta perché è molto fiero del suo colore e non vuole assolutamente essere chiamato “marrone chiaro” o “marroncino” e non vuole essere la seconda scelta dopo il Marrone, anzi, vorrebbe essere usato per colorare ben altro che il grano.

Il Verde è l’unico sereno, ma scrive comunque una lunga lettera. Da una parte, si congratula per come Dante lo usa per colorare alberi, dinosauri, coccodrilli e ranocchie; dall’altra, introduce il tema del litigio tra il Giallo e l’Arancione, che non si parlano più e stanno facendo impazzire tutti gli altri. Entrambi sostengono di essere il vero colore del sole e portano ad esempio le volte in cui sono stati usati dal piccolo Dante per disegnarlo.

Ma il pastello che senza dubbio amiamo più di tutti è il pastello Pesca, un pastello che non ha più il coraggio di uscire dalla scatola perché Dante lo ha privato della sua bandella di carta, e quindi lui si sente nudo!

Ma tornando a noi, perché abbiamo scelto questo albo per proseguire il percorso di conoscenza reciproca tra noi de Lapostrofo ed il mondo che anima le letture dei bambini?

Partiamo da una prima risposta, cioè dal presupposto che per noi l’albo illustrato è un oggetto magico, che lascia spazio alla creatività di ciascuno di noi, grande o piccino che sia.

Cosa può esserci di più creativo del poter immaginare che le cose che conosciamo come inanimate all’improvviso invece emettono una voce, che è la voce della protesta, del dissenso, della vergogna, dell’amore, insomma, un coro di voci che arrivano dritte al cuore del bambino ignaro. Il quale le ascolta… tutte, ed alla fine ha una magnifica idea, una di quelle che accontenta tutti, anche la maestra!

In secondo luogo, siamo particolarmente affezionate a questo albo perché lo abbiamo utilizzato più volte nei nostri percorsi espressivi teatrali; se vi starete domandando di cosa parliamo, vi chiariamo subito che Lapostrofo, oltre ad occuparsi della promozione della lettura, organizza e svolge dei percorsi artistici teatrali, dove ogni passo compiuto alla scoperta del teatro è mosso dal gioco.

“Pastelli ribelli” ci ha consentito in molteplici occasioni di farne una storia interattiva, vale a dire che, dopo l’ascolto della stessa, i bambini hanno avuto la possibilità di sperimentare attraverso il gioco l’esperienza del movimento creativo, coinvolgendo il viso ed il corpo.

Noi, come operatrici, dopo la lettura abbiamo mostrato le espressioni di ciascun pastello ed i bambini, partendo dall’imitazione e grazie all’utilizzo di un semplice specchio, hanno rappresentato con la mimica facciale le emozioni che hanno riconosciuto, dandogli voce e suono.

Insomma, un albo illustrato può davvero divenire uno strumento unico, anche per acquisire nuove competenze corporee e vocali, oltre che linguistiche. “Pastelli ribelli” non può che ricevere un 10 per l’ottimo utilizzo della creatività, esattamente come Dante!

Benedetta&Chiara

CREDITS

Autore: Draw Daywalt Genere: Bambini Illustrato Illustratore: Oliver Jeffers Casa editrice: ZOOlibri

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