Fare la spesa con tre… che avventura!

Fare la spesa è una vera attività. Fa parte della capacità di organizzazione di chi si occupa della famiglia. Padre, madre, nonni, tate che siano, la spesa è (quasi sempre) un impegno, un programma, un piano organizzato e dettagliato. Nulla è dato al caso quando si va a comprare per sostenere tante bocche affamate!

Compro di qualità, compro bene, compro bio, compro a km0, compro troppo, troppo poco… in sostanza, chi compra ha la responsabilità di una scelta accurata e sensata.

Vi confesso però che fare la spesa per me è anche un piacere, non solo un dovere familiare. Mi diverte girovagare tra le corsie del supermercato perché scopro le novità dei prodotti, osservo persone, famiglie impegnate a dirsi e a fare, anziani che trascorrono lentamente un po’ del loro abbondante tempo.

Sì, lo so, vi chiederete come una mamma di tre bimbe possa trovare il tempo (che come è noto sfugge a tutti) per osservare cose e persone, ma la spesa è il mio spazio ed è per questo che un po’ di tempo lo trovo sempre.

È chiaro che questa armonia cambia quando decidi, in una giornata di pioggia battente e senza il  prezioso supporto del maritino, di fare la spesa portandoti dietro tre piccole donne. Ebbene sì, un’impresa divertente ma impegnativa! 

Primo step: caricarle in macchina ormai è un gioco da ragazzi. Due bimbe piazzate sui sedili posteriori nei rispettivi seggiolini e la più piccina accanto a me dentro l’ovetto, ormai un po’ piccolo.

Secondo step: scampiamo la pioggia infilando l’auto rigorosamente nel parcheggio sotterraneo. Evviva, troviamo un posto per big families proprio vicino all’entrata! 

Terzo step: faccio scendere dalla macchina le bimbe più “grandi”, resta solo da “scaricare” la piccina di 6 mesi. Sto per tirare fuori dal cofano il passeggino per agganciare l’ovetto, quando improvvisamente, mossa dal bisogno di trovare una pratica soluzione last minute, mi illumino: prendo il carrello e ci metto dentro l’ovetto. Infilo la secondogenita di 3 anni nella seduta anteriore del carrello e voilà, tutto sotto controllo, o quasi: la mia bimba di 5 anni brontola perché è rimasta fuori dai giochi!

Mentre saliamo al piano, tentando di consolarla, provo a pensare a una soluzione sufficientemente sensata che faccia divertire tutte e… 4. Sì, perché anche io devo divertirmi!

Presa un po’ dalla disperazione (più che disperazione, un lieve stato adrenalinico che mi porta a pensare: “E adesso, cosa faccio?”), io e la mia primogenita vediamo una bambina scorrazzare tra le corsie. In suo possesso un mini carrello. Ci guardiamo e ci diciamo: “È nostro!!!”. Così ci dirigiamo verso le casse centrali e chiediamo informazioni su dove poterne trovare uno. Ma attenzione, ci rivelano la notizia più destabilizzante (per modo di dire) della giornata, più della pioggia battente, ve lo assicuro! Di quei carrellini ce ne sono solo tre in tutto il supermercato. SOLO TRE! Nessun problema! La spesa, che era la missione numero 1, cede a tutto spiano il posto alla ricerca forsennata del mini carrello per la mia piccola grande aiutante. Penserete che abbiamo girato come matte chissà per quanto. E invece no, dopo pochi minuti, fiutando tra le casse, intravediamo in lontananza una mamma e una bimba. Sì, sì, sì! La bimba possedeva quel carrellino. Così, per pura casualità, ci accostiamo a loro e chiediamo con garbo e sottesa impazienza il fatidico mini carrello. 

Evviva, ci siamo! Tutte accontentate per iniziare la spesa, che resta comunque la missione n.1.

Quindi, ricapitolando, bimbe sistemate: due nel carrello grande e una che spinge quello mini. Io, serena e beata per qualche minuto. Si inizia a comprare!

Vi chiederete quanta spesa si possa fare con mezzo carrello occupato dall’ovetto. Beh, il mini carrello ha fatto miracoli, è riuscito a contenere un mondo, un mondo tutto nostro, sia chiaro!

Missione compiuta: spesa fatta con spensieratezza e accuratezza, a parte qualche schifezza acquistata. Si sa, se una bambina di 5 anni dà una mano alla mamma, nel suo piccolo carrello non sarà tutto sano e bio, no!?!

Vi lascio immaginare il ritorno a casa… auto piena di bimbe sprizzanti di energia e prodotti da sistemare. Che fatica!!!

Cosa mi ripaga? L’eco delle loro risate e dei loro “Grazie mamma” che rimbombano nel mio cuore.

Conclusione: tempo autentico trascorso con loro!