Seconda gravidanza… TRIGEMINA! Tempo al tempo

Gennaio 2016. Io, mio marito, la nostra bimba di 2 anni e mezzo a un compleanno in famiglia. A casa, nel mio
comodino, un esame di beta hcg positivo e sull’agenda del cellulare l’appunto di un’ecografia prenotata tra 7
giorni.

“Vado un attimo in bagno!” Sangue.

Pronto soccorso. Mi accompagnano i miei. Mio marito si occupa della nostra piccola.
Numero. Triage. Attesa. Una parte di me prega che non sia nulla. L’altra, per proteggere, già consola.
Tocca a me. Devo entrare da sola. Sguardo di incoraggiamento con mamma e papà e via.
Non ricordo le parole esatte della dottoressa, ma la sua calma sì, perché era in contrasto col mio sconcerto,
quando mi ha detto che è normale perdere sangue, quando si stanno formando 3 gemelli, che non vede ancora i cuori, ma che per il momento tutto procede nella norma e di non preoccuparmi e… “non sapeva che sono tre, signora?”… “no… l’ecografia è tra una settimana…”
Chiamo mio marito.

  • “Pronto Ninno?”
  • “Come stai???”
  • “Vai in una stanza da solo… sono tre. Sono tre gemelli!”
  • “Bene! Ci sarà da divertirsi!”
  • “…”

Continua così la nostra avventura. Bellissima. Montagne russe emotive. E io ho sempre amato le giostre
adrenaliniche. Io mi occupo di elaborare, capire, verbalizzare. Del mondo interiore di tutta la famiglia. Mio marito si dedica agli aspetti concreti: cambiare casa, cambiare macchina, passeggino triplo sì o no. Del mondo da costruire per la nostra nuova famiglia.

Passo dall’iniziale sbigottimento, alla gioia incredula per la straordinarietà di ciò che ci sta accadendo; dalla
preoccupazione del “come farò”, alle preghiere “che vada tutto bene e in qualche modo faremo”. E tutto va bene e ce la stiamo facendo!

Casa più grande, macchina 7 posti, passeggino ormai un ricordo. Siamo in 6 e ogni giorno arriviamo a sera stanchi e felici. Che più felici non si può. Ciò che ha contribuito molto alla nostra serenità è la comunità intorno a noi. Nonni favolosi sempre pronti ad aiutare, amici ad accogliere sfoghi e condividere sorrisi, articoli su internet di esperienze similari con mille consigli utili, il confronto continuo con pediatra, maestre, operatrici scolastiche per trovare soluzioni pratiche e…un’ostetrica del consultorio.

L’ho conosciuta ai corsi post parto con la mia prima figlia. Empatica, concreta, esperta, saggia. Sono corsa da lei dopo la prima ecografia, in cui abbiamo sentito quei meravigliosi tre piccoli e potenti cuoricini battere. Grande emozione e grande paura. Lei si è concentrata proprio su queste, sulle mie paure.

“Che cosa ti preoccupa?”

“Come farò ad allattarli tutti e tre? Come farò a cullarli per farli addormentare? Come farò a fare una
passeggiata da sola con loro? Come farò a dedicarmi ad ognuno di loro?”
E lei mi ha parlato del TEMPO. Rispettare il tempo. Concentrarmi su QUESTO tempo. Non è tempo di allattare, di cullarli, di passeggiare e trovare momenti esclusivi. È il tempo di sentire i loro cuori, di sentirli dentro di me, di pensarli, di arrivare al termine di questa gravidanza.

Ebbene, tutte le mie ansie si sono placate. Ho sentito una grande calma. Il mio sguardo ha smesso di scrutare lontano e ha potuto avvicinarsi e ridimensionare le paure. Innamorarmi di loro, aspettarli, prendermene cura. Questo potevo farlo. Mano nella mano con mio marito e mia figlia.

In generale, ogni volta che mi riprende l’ansia del “come farò”, penso al mio incontro con questa persona bellissima, Rosaria: mi concentro sul tempo e su cosa posso fare adesso e… ogni volta si trova una soluzione!

Quattro figli è il più grande dono che potessimo ricevere dalla vita. E anche con loro non mi stanco mai di ripetere che c’è un momento per tutto, un tempo per ogni cosa, per crescere sereni, insieme. Anche in questa pandemia…

“Bimbi, adesso è così. Adesso. Ricordiamoci ieri e sogniamo domani”.

Ninna – Redazione di “Più di due”

P.S. Per il passeggino trigemellare la scelta è stata no. Abbiamo fatto ricerche su internet e una mamma lo
sconsigliava fortemente: macchinoso nelle curve, troppo ampio anche per entrare in un negozio… meglio un gemellare e un singolo, perché tanto da sola con tre bambini dove vuoi andare??? Le abbiamo dato ragione e la scelta per noi è stata perfetta, ma… io sono uscita da sola anche con tutti e 4: due seduti, uno nel marsupio, una ad aiutarmi a spingere! Piccole passeggiate, che si contano sulle dita di una mano, ma grandi momenti in cui senti che… in questo momento si può fare!

P.P.S. Dopo aver scritto questo articolo, una serie di eventi fortunati hanno fatto sì che Rosaria lo leggesse. Le ho chiesto il permesso di citarla e lei, con grande eleganza, mi ha lasciato carta bianca. Colgo questa magica
occasione per ringraziare con grande affetto Maria Rosaria Mollo e tutto il Consultorio Familiare dell’ASL TO5 di Nichelino, dove lavorano persone splendide, punto di riferimento per noi mamme. Durante la prima gravidanza ho avuto la fortuna di incontrare anche Filomena Bello, che mi ha introdotto nel mondo dell’allattamento,permettendomi di godere di questo momento speciale, e Katia Mancini mi ha accompagnato negli ultimi mesi di gravidanza, infondendomi sicurezza e tranquillità per affrontare il parto con naturalezza. Ostetriche dal grande cuore, che ci prendono per mano e ci offrono doni preziosi: strumenti, confronto, ascolto, conforto, comprensione, stimoli. Prima, durante e dopo il parto. Perché loro si ricordano sempre di noi. Siamo le “loro”mamme!