Un Natale diversamente magico

Ogni anno le mie feste natalizie assumono un colore nuovo. Si arricchiscono di spazi, aneddoti, racconti, ricordi. Si riempiono di nuove vicende, storie di persone che hanno intrecciato la mia strada.

E poi da cinque anni a questa parte, dalla nascita della mia prima bambina, il mio Natale è diventato ancora più speciale. La magia, la gioia, l’amore non hanno mai smesso di riempire il nostro quintetto famigliare. Anche quest’anno abbiamo deciso anticipatamente di dedicarci ai preparativi. E via agli addobbi, canzoncine, allegria, qualche capriccio (quello non manca mai) e tanto, tanto amore. 

Quest’anno però scopro che il mio Natale si colora diversamente. Raccoglie sfumature di mille emozioni, talvolta prepotenti, talvolta insostenibili. Poi, magicamente, entrano in gioco loro, le mie bambine, forti, piene di saggezza, una saggezza nascosta dietro un sempreverde velo di allegria. 

La pandemia ci ha cambiati. Verità! E continua inevitabilmente a scombussolarci dentro e fuori. Ha modificato le nostre prospettive, la nostra progettualità a medio e lungo termine, il nostro modo di vedere e sentire la vicinanza dell’altro. Ha cambiato i nostri sguardi e ha dato luce a una nuova concezione di alterità. Il vedersi, ascoltarsi, parlarsi, osservarsi hanno una nuova veste, ci troviamo di fronte a nuove strategie interattive. Tutto questo va accettato, con fatica, ma va accettato!

A proposito, qualche giorno fa ho chiesto alla mia bimba più grande di 5 anni cosa stessero preparando per la festa di Natale a scuola. Mi ha risposto con fermezza: “Niente mamma, niente. Solo canzoni e addobbi per noi bimbi e maestre. Per te, papà e per i nonni quest’anno non ci sarà nulla. Non potrete nemmemo festeggiare insieme a noi in mensa con il panettone e il the. Mamma, ti ricordi il the caldo della scuola?. Quest’anno non ci sarà per voi!”.

Ecco che le sue parole hanno messo un freno a ogni mia risposta sensata. Ero così stupita della sua consapevolezza che non potevo fare altro che sorriderle e ascoltarla. Nel mio sorriso c’era tutto il mio contenimento per lei, per le sue emozioni così pure, così autentiche. Ma non potevo e non posso fare altro. 

Quest’anno ho deciso di imparare da loro. I nostri figli, preziosi educatori del nostro cuore, ci aiutano a trasformare tutta la nostra forza e a donarla a chi, con più difficoltà, la sta ancora cercando.

Continuiamo a credere alla magia del Natale, come bambini, qualunque significato esso abbia per noi.